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speciale pride 2007 il flyer ufficiale del pride roma 2007 il programma del pride trentino
Quattro
appuntamenti Þ 27
giugno
Latter day
di J. Cox USA 2005 107’ adatto
ad un pubblico adulto Il
regista del film, qui al suo esordio cinematografico, è un gay ex
mormone, e porta nel film quelli che, molto probabilmente sono stati
anche i suoi problemi, nati dall'incociliabilità tra una rigida fede
cristiana e uno svagato stile di vita omosessuale. Il suo punto di
arrivo sembra volere dimostrare che entrambe le posizioni contengono
qualcosa di sbagliato, di poco umano. La religione per essere più
autentica deve liberarsi delle concezioni omofobiche e gli omosessuali
possono avere una vita migliore se danno più peso ai sentimenti che
al sesso.
Þ 28
giugno
Amici, complici, amanti
di P.Bogart USA 1989 117’
Trama: New York, primi anni '70. Il trentottenne gay Arnold Beckhoff (Harvey Fierstein) - che in un flashback vediamo bambino, scoperto dalla madre (Anne Bancroft) vestito e truccato da donna - lavora cantando travestito in un locale di Manhattan. Stanco di sesso estemporaneo, Arnold spera sempre nel grande amore, invano cercato. Crede di averlo trovato in Ed (Brian Kerwin), un insegnante bisessuale biondo e bello, incontrato in un ritrovo gay. Quando tutto sembra procedere per il meglio, Ed opta però per il matrimonio con Laurel. Così Arnold accetta le premure di Alan (Matthew Broderick), un giovane fotomodello che si dimostra un compagno ideale. In breve, i due vanno a vivere assieme al Greenwich Village e chiedono con successo l'adozione di un ragazzo. Mentre stanno mettendo su casa, Alan rimane però ucciso selvaggiamente da una banda di teppisti antigay. Tutto sembra crollare addosso ad Arnold e gli costa molta fatica ricominciare a vivere. La presenza del giovane David (Eddie Castrodad), il ragazzo affidatogli in adozione (anch'egli gay), lo convince a vivere con Ed, che nel frattempo ha lasciato la moglie. Per Arnold va bene così: si comporta da mamma scrupolosa con David, vive un rapporto sereno con Ed e con lo struggente ricordo di Alan. E riesce anche a strappare, dopo uno scontro violento, il placet di sua madre, che, pur non comprendendo le ragioni del figlio, ne accetta definitivamente la condizione.
Þ 29
giugno
Le clan
di G Morel FRA-ESP 2004 89’ v.m.14
Le clan: ovvero il racconto della storia attraverso il corpo. Quello di un gruppo di giovani maghrebini di una qualunque banlieue francese. Corpi esibiti, sfrontati, cesellati da ore di palestra. Nei primi venti minuti di film non c’è una sola inquadratura che si allontana dagli splendidi occhi di Jamel, dalle spalle maschili di Marc, dai muscoli scattanti e allenati dei compagni del ‘Clan’. In un tripudio della bellezza maschile, a tratti, volutamente manieristica. Le vite del ‘Clan’ sono vite vissute pericolosamente. “Storie di vita” per dirla con le parole di Pasolini. Quelle storia di periferia, solitudine, speranze e sogni disattesi di ragazzi che non riescono a trovare un lavoro che non li annienti. Soli, senza un amore, incapaci di dare un senso al proprio vivere. Anche il sesso, come tutto, è consumato senza convinzione, fatto di gesti rabbiosi e veloci. Al centro tre fratelli: Marc, Christophe e Olivier. La morte improvvisa della madre trascina la famiglia nell’abisso. Piccoli furti, lo sballo, il carcere del più grande. La situazione degenera rapidamente. Il dolore trattenuto, imploso, l’incapacità di raccontare la sofferenza, da un lato favoriscono un legame intimo, profondo. Come nella scena della masturbazione, come momento di condivisione e di tenerezza. Ma vince la supremazia del conflitto. Fino alla citazione pasoliniana che fa timidamente capolino nella sequenza in cui i tre fratelli giacciono abbracciati, nudi, come dopo un amplesso, mentre lo sguardo del padre li osserva, incapace di parole. E poi la vita. Che non smette di scorrere. Allora ecco che il piccolo Olivier si innamora di un coetaneo bellissimo, maledetto, fragile. E la vera tragedia incombe. Come nella tradizione antica, inevitabile, predestinata. Un ritratto sincero e appassionato del sottoproletariato urbano. Onesto, crudo e mai banale. Bellezza, rabbia e disperazione. Dal giovane regista di A tout vitesse, sceneggiatore insieme a Téchiné dell’indimenticabile Ls roseax Sauvages.
PRESENTAZIONI
VOLUMI Þ 30
giugno
“Arabi
e Noi, amori gay nel Maghreb”
di Vincenzo Patanè con saggio di Gianni dei Martino .
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