Il
25 aprile associazioni in piazza per dire no ai rigurgiti di estrema
destra
«E’
stato un pestaggio fascista»
Per
Arcigay e Tana non ci sono dubbi
Nel
parco di piazza Venezia non
ci
si va per caso: da anni è luogo
storico
di incontri per gli omosessuali
di
Trento, che lì ci vanno per
cercare
un partner. E, secondo le
associazioni
cittadine per i diritti
civili,
non ci sono arrivate per caso
nemmeno
le quattro persone
denunciate
l’altra notte dalla polizia
per
aver picchiato e rapinato,
proprio
in quel parco, due gay.
L’episodio,
secondo Tanaliberatutti
e
l’Arcigay Trentino, non va
affrettatamente
riposto nella categoria
«disagio
giovanile», ma ha
invece
una radice ben più inquietante:
la
violenza razzista e omofoba
della
destra radicale, che sta
riprendendo
voce e spazio anche
da
noi. Insomma, quella di venerdì
notte
sarebbe stata una vera e
propria
spedizione punitiva contro
gli
omosessuali che si ritrovano
in
piazza Venezia.
A
dimostrarlo ci sarebbe quella
frase
risuonata nella notte e riportata
da
una delle vittime: «Finocchi
di
m...», insieme ad altri insulti
di
matrice omofoba. A cui si
aggiunge
il fatto che, effettivamente,
almeno
due degli aggressori
sono
stati implicati in passato in
una
vicenda di intolleranza razziale.
Nell’ottobre
2005 vennero
infatti
accusati di avere offeso e
aggredito
a Trento un ragazzo eritreo
per
il colore della sua pelle,
pronunciando
frasi del tipo «i negri
vanno
mandati ai forni. Hitler
è
Dio» e di averlo anche buttato a
terra.
Per quell’episodio di violenza,
i
due giovani vicini a Forza Nuova
patteggiarono
e vennero condannati
a
tre mesi di reclusione.
«Anche
ieri - scrivono gli attivisti
della
Tana in un comunicato -
la
città di Trento è stata sporcata
da
una aggressione fascista, questa
volta
al grido "finocchio di
m...".
Qualcuno cercherà di dimostrare
che
si tratta solamente di
disagio
giovanile, ma noi annotiamo
che
la frase usata dai picchiatori
è
la stessa usata dai leghisti
indirizzata
a uno degli attivisti che
giovedì
manifestava contro di loro
».
Per
Donatello Baldo, della Tana,
non
ci sono dubbi: «Tutti sanno
che
piazza Venezia è da sempre
il
ritrovo delle persone omosessuali,
anche
i fascistelli che
hanno
compiuto l’aggressione. Sono
colpito
dalla reazione del primo
dei
due picchiati che, forse per
la
paura o vergognandosi del suo
essere
gay, non ha voluto esporsi
».
L’uomo, infatti, è fuggito senza
lasciare
tracce. «Non è la prima
volta
che avvengono episodi di
questo
tipo - spiega Stefano Cò,
presidente
dell’Arcigay trentino -
e
in tutta Italia si registrano sempre
più
episodi di intolleranza».
Ma
questa brutta vicenda non
sarebbe
che una delle tante, in
un’escalation
che vede il sottobosco
della
destra radicale trentina
sempre
più attiva. Un fenomeno,
secondo
i disobbedienti, colpevolemente
sottovalutato
dalle istituzioni:
«Il
sindaco Pacher - scrive
la
Tana nel suo comunicato -
deve
finalmente capire che c’è una
differenza
sostanziale tra la libertà
di
opinione (che difese quando
Emilio
Giuliana parlava di "omosessualità
uguale
malattia") e la
discriminazione
(a cui invece le
parole
di Giuliana si devono ascrivere).
La
stessa dottrina della discriminazione
usata
da Lega Nord
e
Fiamma Tricolore che si traduce
tristemente
nell’ennesima aggressione
».
Per
combattere quella che pare
loro
un’atmosfera sempre più
intollerante
in città, le associazioni
per
i diritti ieri sera si sono incontrate
alla
Tana per decidere le
forme
della partecipazione al corteo
del
25 aprile. «Cercheremo -
spiega
Baldo - di attualizzare il
messaggio
antifascista, informando
la
gente con cartelloni e striscioni
sugli
episodi di razzismo e
di
omofobia avvenuti negli ultimi
tempi
a Trento. Spiegheremo che
non
possono essere combattuti
da
una politica senza ideali come
quella di Pacher». M.P.