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da L'Adige del 23 aprile 2006

Il 25 aprile associazioni in piazza per dire no ai rigurgiti di estrema destra

«E’ stato un pestaggio fascista»

Per Arcigay e Tana non ci sono dubbi

Nel parco di piazza Venezia non

ci si va per caso: da anni è luogo

storico di incontri per gli omosessuali

di Trento, che lì ci vanno per

cercare un partner. E, secondo le

associazioni cittadine per i diritti

civili, non ci sono arrivate per caso

nemmeno le quattro persone

denunciate l’altra notte dalla polizia

per aver picchiato e rapinato,

proprio in quel parco, due gay.

L’episodio, secondo Tanaliberatutti

e l’Arcigay Trentino, non va

affrettatamente riposto nella categoria

«disagio giovanile», ma ha

invece una radice ben più inquietante:

la violenza razzista e omofoba

della destra radicale, che sta

riprendendo voce e spazio anche

da noi. Insomma, quella di venerdì

notte sarebbe stata una vera e

propria spedizione punitiva contro

gli omosessuali che si ritrovano

in piazza Venezia.

A dimostrarlo ci sarebbe quella

frase risuonata nella notte e riportata

da una delle vittime: «Finocchi

di m...», insieme ad altri insulti

di matrice omofoba. A cui si

aggiunge il fatto che, effettivamente,

almeno due degli aggressori

sono stati implicati in passato in

una vicenda di intolleranza razziale.

Nell’ottobre 2005 vennero

infatti accusati di avere offeso e

aggredito a Trento un ragazzo eritreo

per il colore della sua pelle,

pronunciando frasi del tipo «i negri

vanno mandati ai forni. Hitler

è Dio» e di averlo anche buttato a

terra. Per quell’episodio di violenza,

i due giovani vicini a Forza Nuova

patteggiarono e vennero condannati

a tre mesi di reclusione.

«Anche ieri - scrivono gli attivisti

della Tana in un comunicato -

la città di Trento è stata sporcata

da una aggressione fascista, questa

volta al grido "finocchio di

m...". Qualcuno cercherà di dimostrare

che si tratta solamente di

disagio giovanile, ma noi annotiamo

che la frase usata dai picchiatori

è la stessa usata dai leghisti

indirizzata a uno degli attivisti che

giovedì manifestava contro di loro

».

Per Donatello Baldo, della Tana,

non ci sono dubbi: «Tutti sanno

che piazza Venezia è da sempre

il ritrovo delle persone omosessuali,

anche i fascistelli che

hanno compiuto l’aggressione. Sono

colpito dalla reazione del primo

dei due picchiati che, forse per

la paura o vergognandosi del suo

essere gay, non ha voluto esporsi

». L’uomo, infatti, è fuggito senza

lasciare tracce. «Non è la prima

volta che avvengono episodi di

questo tipo - spiega Stefano Cò,

presidente dell’Arcigay trentino -

e in tutta Italia si registrano sempre

più episodi di intolleranza».

Ma questa brutta vicenda non

sarebbe che una delle tante, in

un’escalation che vede il sottobosco

della destra radicale trentina

sempre più attiva. Un fenomeno,

secondo i disobbedienti, colpevolemente

sottovalutato dalle istituzioni:

«Il sindaco Pacher - scrive

la Tana nel suo comunicato -

deve finalmente capire che c’è una

differenza sostanziale tra la libertà

di opinione (che difese quando

Emilio Giuliana parlava di "omosessualità

uguale malattia") e la

discriminazione (a cui invece le

parole di Giuliana si devono ascrivere).

La stessa dottrina della discriminazione

usata da Lega Nord

e Fiamma Tricolore che si traduce

tristemente nell’ennesima aggressione

».

Per combattere quella che pare

loro un’atmosfera sempre più

intollerante in città, le associazioni

per i diritti ieri sera si sono incontrate

alla Tana per decidere le

forme della partecipazione al corteo

del 25 aprile. «Cercheremo -

spiega Baldo - di attualizzare il

messaggio antifascista, informando

la gente con cartelloni e striscioni

sugli episodi di razzismo e

di omofobia avvenuti negli ultimi

tempi a Trento. Spiegheremo che

non possono essere combattuti

da una politica senza ideali come

quella di Pacher». M.P.