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Trento dice sì al registro dei Pacs
La proposta Maestranzi approvata tra gli applausi

da L'Adige del 26.01.2006

di FRANCO GOTTARDI

Trento dice sì ai Pacs. Come previsto, ieri sera il consiglio comunale ha dato il via libera all'istituzione di un registro delle coppie di fatto. La proposta ha avuto 26 voti a favore (uno più del quorum che con 48 presenti era di 25), 14 contrari e 7 astenuti. Decisiva si è confermata la scelta della Margherita di lasciare ai propri consiglieri libertà di coscienza. Dalla Civica sono arrivati i 6 voti che hanno permesso alla proposta di Dario Maestranzi di avere la maggioranza. Il dibattito è stato lunghissimo. È durato più di otto ore su tre sedute ed è stato molto partecipato, registrando un record di 53 interventi tra discussione generale e dichiarazioni di voto. Molto seguito anche dal pubblico, composto soprattutto da militanti delle associazioni omosessuali che al momento della lettura dei risultati si sono lasciati andare ad un fragoroso applauso. Raggiante Michela Papette, da poco eletta alla presidenza di Arcilesbica del Trentino: «Per noi - afferma - è un importantissimo segnale di apertura. In aula per la verità ho visto molta impreparazione. Certi consiglieri non hanno capito che i Pacs non richiedono affatto l'adozione, anche se noi non abbandoniamo la speranza di arrivare alla condizione spagnola». Il fatto che si sia discusso a lungo ha comunque per gli omosessuali trentini anche aspetti positivi: «Non siamo conosciuti e c'è bisogno di eliminare certi pregiudizi. È importante che si parli di lesbismo e omosessualità». Secondo Papette il voto di ieri è tanto più importante in una città come Trento, dove è forte l'influenza della Chiesa: «È un enorme passo avanti verso una maggiore apertura mentale. Basta che ora non succeda come a Rovereto, dove al momento di metter mano al regolamento qualcuno si è tirato indietro e il registro è stato affossato». Proprio le posizioni ufficiali della Chiesa hanno ispirato la coda di dibattito di ierim sera. Giorgio Manuali, capogruppo di Forza Italia, ha citato le parole del Papa a favore della famiglia nata dal matrimonio. Ma questa corsa a fare proprie le posizioni di Benedetto XVI e del cardinal Ruini ha finito per irritare la Margherita, sulle cui divisioni il centrodestra sperava di far leva per non far passare la proposta. «Noi non accettiamo lezioni. Queste citazioni - ha attaccato Beniamino Chiogna - arrivano da partiti che sparerebbero con le cannoniere agli immigrati o da altri il cui leader non avrebbe nulla da dire sul matrimonio avendo alle spalle un divorzio». A proposito di matrimoni da registrare il botta e risposta tra Nicola Salvati di Trento democratica e Nicola Giuliano di Forza Italia. Il primo aveva paragonato i Pacs ai matrimoni canonici, quella forma di unione riconosciuta dalla Chiesa ma non a livello civile. «Non sta in piedi - ha ribattuto il consigliere forzista - perché dal registro ci si può cancellare in qualsiasi momento mentre il matrimonio canonico è indissolubile. La verità è che i Pacs sono il tentativo di stravolgere una tradizione millenaria per interessi di una ristretta cerchia di persone, hanno la caratteristica non dichiarata di regolarizzare le convivenze di gay e lesbiche». In chiusura di seduta il consiglio comunale ha approvato a larga maggioranza una mozione proposta da Rifondazione comunista per dire no alla direttiva Bolkensten, che se attuata permetterà la partecipazione alle gare d'appalto di imprese europee che potranno applicare al personale contratti e trattamento del Paese d'origine, ponendo le basi per una trasmigrazione delle società laddove è più basso il costo del lavoro e dunque per un generale peggioramento delle condizioni dei lavoratori.


26/01/2006