CIRCOLO "8LUGLIO" ARCIGAY DEL TRENTINO largo N.Sauro 11 TRENTO 0461 260201

 

PRC:BERTINOTTI AI GAY, LE VOSTRE RICHIESTE NEL MIO PROGRAMMA

 

MA NON ALIMENTIAMO SCONTRO LAICI-CATTOLICI

(ANSA) - ROMA, 27 LUG - ''Abbiamo paura della solitudine.

Perche' il nostro affetto fa paura al mondo politico?''. Piu'

che un intervento a sostegno di una campagna elettorale, le

parole che Vladimir Luxuria, rappresentante ed icona del mondo

gay, rivolge a Fausto Bertinotti, sono una sfilza di perche'. A

cui il segretario di Rifondazione risponde con una provocazione:

''Se l'Unione ha intenzione di discutere dei problemi legati al

mondo omosessuale, non faccia nessuna proposta ma si limiti ad

ascoltare i suggerimenti del vostro movimento''.

L'occasione per discutere dei problemi legati al mondo dei

gay e dei transessuali e' l'incontro organizzato dal movimento

Glbtq (un insieme di associazioni di omosessuali, lesbiche e

transessuali) per sponsorizzare la candidatura di Fausto

Bertinotti alle primarie dell'Unione.

Bertinotti e' seduto in silenzio, parlera' solo alla fine,

prende appunti, annuisce e sorride di fronte alle riflessioni,

alle critiche e a qualche battuta dei rappresentanti dei vari

circoli omossesuali che si alternano al microfono.

''Speriamo che se il centro sinistra va al governo sia un

po' piu' di sinistra e meno ambiguo'', e' l'augurio di Vladimir

Luxuria che domanda '' Ma perche' se vivo in uno stato laico

devo veder lesi i miei diritti da persone come Mastella o dalla

pressione del Vaticano?''. La Chiesa non e' l'unico soggetto ad

essere preso di mira, l'altro grande tema che al mondo

omosessuale non va proprio giu' e' la freddezza sui Pacs e il

riconoscimento delle coppie di fatto. ''Noi siamo gia delle

coppie di fatto'', tuona Sergio Lo Giudice presidente di Arcigay

''chiediamo alla sinistra un impegno nella battaglia per un

riconoscimento giuridico. Se deve esserci una legge , che sia

per il matrimonio civile che ci consenta di presentarci davanti

ad un ufficiale giudiziario e vedere riconosciuti i nostri

diritti''.

''Ho ascoltato con interesse le vostre proposte e spero che

questa sia solo la prima occasione per allacciare un dialogo.

Impegniamoci per rifondare la cultura politica''. Bertinotti

legge le prime righe dei suoi appunti e nella sala, il brusio di

sottofondo si trasforma in silenzio. ''Ho imparato a chiamare

ogni persona come vuole essere chiamata - dice il segretario del

Prc - chiamo di sinistra anche le persone che io in realta'

direi piu' di destra''. Risata generale ma poi di nuovo silenzio

quando Bertinotti parla dei suoi obiettivi: ''Sono d'accordo con

voi perche' ci sia una politica di cambiamento e mi impegnero'

in questa battaglia. Le vostre richieste - sottolinea il

segretario - saranno inserite tra i punti centrali della mia

campagna per le primarie''.

Infine, prima di andare via, l'ultima riflessione, anzi una

richiesta che questa volta Bertinotti rivolge al mondo

omosessuale.''Non alimentiamo nuovi fondamentalismi, non

riduciamo tutto a una contrapposizione, una lotta tra un

partito confessionale e un partito laico. Lottiamo per i diritti

della persona e, come ho detto prima. per rifondare il carattere

della politica''.

(ANSA).

Y60

Apc-UNIONE/ VLADIMIR LUXURIA, GAY E BISEX PRO BERTINOTTI A PRIMARIE

Presentato primo comitato elettorale. Parola d'ordine: laicità

Roma, 27 lug. (Apcom) - "Perchè sono stufa che ci venga detto:

non potete fare quello perchè c'è Mastella oppure il Vaticano!

Prodi deve capire che non ci sono solo Mastella e Rutelli, ma

anche tanta voglia di sinistra". Tacchi a spillo, camicione

fucsia con pailletes, Vladimir Luxuria chiede a Fausto Bertinotti

un impegno perchè in politica ci sia "meno ambiguità e più

coraggio. Perchè - spiega - il Parlamento deve essere laico e non

può seguire l'onorevole Ruini...". La piccola platea di 'Gay,

lesbiche, trans e bisex' (Gltb) risponde con applausi e risate

all'albergo Nazionale, luogo scelto per la presentazione del

primo 'comitato elettorale pro-Bertinotti', promosso appunto dal

movimento Gltb.

 

Un incontro dal titolo 'Diritti, libertà, laicità' perchè,

spiega la moderatrice, la deputata del Prc Titti De Simone, "c'è

bisogno di confronto su questi temi in una situazione in cui

l'ideologia teoconservatrice coinvolge la politica e settori

della cultura". Un dibattito aperto anche sulle diverse forme

giuridiche per dare riconoscimento alle unione omosessuali, tra

chi si scaglia contro il matrimonio ("E' in crisi tra gli etero,

non vedo perchè ce lo dobbiamo accollare noi...", dice Luxuria) e

chi sostiene i Pacs "per strategia politica" (il presidente di

Arcigay Sergio Lo Giudice).

E c'è chi semplicemente rivendica il diritto di "vivere in uno

stato laico", come Marcella Di Folco, presidente del Movimento di

identità transessuale, mastodontica presenza leopardata in sala

che accusa Bertinotti di essersi dimenticato di dire "sono trans"

nel suo famoso discorso di qualche anno fa: "Sono nero, sono gay,

sono lesbica...". Si può rimediare, dice Marcella a Fausto:

"Siamo lieti di accoglierti nel nostro centro per farti iniziare

una transizione...".

Dal canto suo, Bertinotti si spoglia dei panni operaisti e

sfoggia le contaminazioni che hanno cambiato l'identità comunista

negli ultimi trent'anni. "Vengo dalla tradizione operaista. Sono

figlio dell'idea di autosufficienza del conflitto di classe. Ho

imparato a fatica che non è così, che non basta: se non ti fai

attraversare dalla domanda di libertà della persona, la vittoria

si traduce in sconfitta". Del resto, "perchè Nichi Vendola ha

vinto in Puglia?", chiede il candidato, senza risparmiarsi

accenni sulla "politica in crisi e la società sconvolta". La

risposta sul segreto del successo del governatore della Puglia:

"Ha vinto non perchè era comunista e omosessuale, ma perchè ha

promosso l'attesa in possibilità concreta di cambiamento,

interpreta la domanda di cambiamento in campo".

Mau

271741 jul 05



Apc-UNIONE/ BERTINOTTI: ATTENTI A PARTITO CONFESSIONALE,SOTTOVALUTATO

"Ma non serve contrapporre un partito laico. Partire da diritti"

Roma, 27 lug. (Apcom) - "Bisogna sconfiggere l'idea di fare del

'neoconfessionalismo' un partito, inteso come un partito

dell'Unione. Per questo non sono per contrapporre un partito

laico ad un partito neoconfessionale". Parlando al movimento Gltb

(Gay, lesbiche, trans e bisex) che hanno messo su un comitato

"pro Bertinotti" alle primarie, il segretario del Prc si dilunga

sul tema della laicità dello stato, argomento di dibattito al

seminario dell'Unione venerdì scorso in Umbria.

In occasione del referendum sulla fecondazione assistita, ammette

Bertinotti, "ho sottovalutato il rischio dell'elemento

neoconfessionale. Ho pensato che fosse solo un elemento di

proposta da parte delle gerarchie ecclesiastiche, una propensione

integralistica, ma non pensavo che sarebbe diventato un elemento

della battaglia politica dentro l'Unione".

Nella coalizione di centrosinistra, continua Bertinotti,

quell'elemento neoconfessionale "è stato ricondotto ad una

polarità moderata invece di sciogliersi in un confronto tra

diverse idee, tra Pacs e matrimoni gay ecc". Per Bertinotti, il

punto è che si dà "una rappresentanza politica di una potenza

organizzata nella società come quella Vaticana".

"No ad una opposizione tra partito laico e partito

confessionale", ribadisce Bertinotti, ma "bisogna rivalutare il

carattere laico dello stato, una politica fondata sull'autonomia

della propria cultura e uno stato fondata sull'autonomia della

propria capacità di decidere".

Mau