MA NON ALIMENTIAMO SCONTRO LAICI-CATTOLICI
(ANSA) - ROMA, 27 LUG - ''Abbiamo paura
della solitudine.
Perche' il nostro affetto fa paura al mondo
politico?''. Piu'
che un intervento a sostegno di una campagna
elettorale, le
parole che Vladimir Luxuria, rappresentante
ed icona del mondo
gay, rivolge a Fausto Bertinotti, sono una
sfilza di perche'. A
cui il segretario di Rifondazione risponde
con una provocazione:
''Se l'Unione ha intenzione di discutere dei
problemi legati al
mondo omosessuale, non faccia nessuna
proposta ma si limiti ad
ascoltare i suggerimenti del vostro
movimento''.
L'occasione per discutere dei problemi
legati al mondo dei
gay e dei transessuali e' l'incontro
organizzato dal movimento
Glbtq (un insieme di associazioni di
omosessuali, lesbiche e
transessuali) per sponsorizzare la
candidatura di Fausto
Bertinotti alle primarie dell'Unione.
Bertinotti e' seduto in silenzio, parlera'
solo alla fine,
prende appunti, annuisce e sorride di fronte
alle riflessioni,
alle critiche e a qualche battuta dei
rappresentanti dei vari
circoli omossesuali che si alternano al
microfono.
''Speriamo che se il centro sinistra va al
governo sia un
po' piu' di sinistra e meno ambiguo'', e'
l'augurio di Vladimir
Luxuria che domanda '' Ma perche' se vivo in
uno stato laico
devo veder lesi i miei diritti da persone
come Mastella o dalla
pressione del Vaticano?''. La Chiesa non e'
l'unico soggetto ad
essere preso di mira, l'altro grande tema
che al mondo
omosessuale non va proprio giu' e' la
freddezza sui Pacs e il
riconoscimento delle coppie di fatto. ''Noi
siamo gia delle
coppie di fatto'', tuona Sergio Lo Giudice
presidente di Arcigay
''chiediamo alla sinistra un impegno nella
battaglia per un
riconoscimento giuridico. Se deve esserci
una legge , che sia
per il matrimonio civile che ci consenta di
presentarci davanti
ad un ufficiale giudiziario e vedere
riconosciuti i nostri
diritti''.
''Ho ascoltato con interesse le vostre
proposte e spero che
questa sia solo la prima occasione per
allacciare un dialogo.
Impegniamoci per rifondare la cultura
politica''. Bertinotti
legge le prime righe dei suoi appunti e
nella sala, il brusio di
sottofondo si trasforma in silenzio. ''Ho
imparato a chiamare
ogni persona come vuole essere chiamata -
dice il segretario del
Prc - chiamo di sinistra anche le persone
che io in realta'
direi piu' di destra''. Risata generale ma
poi di nuovo silenzio
quando Bertinotti parla dei suoi obiettivi:
''Sono d'accordo con
voi perche' ci sia una politica di
cambiamento e mi impegnero'
in questa battaglia. Le vostre richieste -
sottolinea il
segretario - saranno inserite tra i punti
centrali della mia
campagna per le primarie''.
Infine, prima di andare via, l'ultima
riflessione, anzi una
richiesta che questa volta Bertinotti
rivolge al mondo
omosessuale.''Non alimentiamo nuovi
fondamentalismi, non
riduciamo tutto a una contrapposizione, una
lotta tra un
partito confessionale e un partito laico.
Lottiamo per i diritti
della persona e, come ho detto prima. per
rifondare il carattere
della politica''.
(ANSA).
Y60
Apc-UNIONE/ VLADIMIR LUXURIA, GAY E BISEX
PRO BERTINOTTI A PRIMARIE
Presentato primo comitato elettorale. Parola
d'ordine: laicità
Roma, 27 lug. (Apcom) - "Perchè sono
stufa che ci venga detto:
non potete fare quello perchè c'è Mastella
oppure il Vaticano!
Prodi deve capire che non ci sono solo
Mastella e Rutelli, ma
anche tanta voglia di sinistra". Tacchi
a spillo, camicione
fucsia con pailletes, Vladimir Luxuria
chiede a Fausto Bertinotti
un impegno perchè in politica ci sia
"meno ambiguità e più
coraggio. Perchè - spiega - il Parlamento
deve essere laico e non
può seguire l'onorevole Ruini...". La
piccola platea di 'Gay,
lesbiche, trans e bisex' (Gltb) risponde con
applausi e risate
all'albergo Nazionale, luogo scelto per la
presentazione del
primo 'comitato elettorale pro-Bertinotti',
promosso appunto dal
movimento Gltb.
Un incontro dal titolo 'Diritti, libertà,
laicità' perchè,
spiega la moderatrice, la deputata del Prc
Titti De Simone, "c'è
bisogno di confronto su questi temi in una
situazione in cui
l'ideologia teoconservatrice coinvolge la
politica e settori
della cultura". Un dibattito aperto
anche sulle diverse forme
giuridiche per dare riconoscimento alle
unione omosessuali, tra
chi si scaglia contro il matrimonio
("E' in crisi tra gli etero,
non vedo perchè ce lo dobbiamo accollare
noi...", dice Luxuria) e
chi sostiene i Pacs "per strategia
politica" (il presidente di
Arcigay Sergio Lo Giudice).
E c'è chi semplicemente rivendica il
diritto di "vivere in uno
stato laico", come Marcella Di Folco,
presidente del Movimento di
identità transessuale, mastodontica
presenza leopardata in sala
che accusa Bertinotti di essersi dimenticato
di dire "sono trans"
nel suo famoso discorso di qualche anno fa:
"Sono nero, sono gay,
sono lesbica...". Si può rimediare,
dice Marcella a Fausto:
"Siamo lieti di accoglierti nel nostro
centro per farti iniziare
una transizione...".
Dal canto suo, Bertinotti si spoglia dei
panni operaisti e
sfoggia le contaminazioni che hanno cambiato
l'identità comunista
negli ultimi trent'anni. "Vengo dalla
tradizione operaista. Sono
figlio dell'idea di autosufficienza del
conflitto di classe. Ho
imparato a fatica che non è così, che non
basta: se non ti fai
attraversare dalla domanda di libertà della
persona, la vittoria
si traduce in sconfitta". Del resto,
"perchè Nichi Vendola ha
vinto in Puglia?", chiede il candidato,
senza risparmiarsi
accenni sulla "politica in crisi e la
società sconvolta". La
risposta sul segreto del successo del
governatore della Puglia:
"Ha vinto non perchè era comunista e
omosessuale, ma perchè ha
promosso l'attesa in possibilità concreta
di cambiamento,
interpreta la domanda di cambiamento in
campo".
Mau
271741 jul 05
Apc-UNIONE/ BERTINOTTI: ATTENTI A PARTITO
CONFESSIONALE,SOTTOVALUTATO
"Ma non serve contrapporre un partito
laico. Partire da diritti"
Roma, 27 lug. (Apcom) - "Bisogna
sconfiggere l'idea di fare del
'neoconfessionalismo' un partito, inteso
come un partito
dell'Unione. Per questo non sono per
contrapporre un partito
laico ad un partito neoconfessionale".
Parlando al movimento Gltb
(Gay, lesbiche, trans e bisex) che hanno
messo su un comitato
"pro Bertinotti" alle primarie, il
segretario del Prc si dilunga
sul tema della laicità dello stato,
argomento di dibattito al
seminario dell'Unione venerdì scorso in
Umbria.
In occasione del referendum sulla
fecondazione assistita, ammette
Bertinotti, "ho sottovalutato il
rischio dell'elemento
neoconfessionale. Ho pensato che fosse solo
un elemento di
proposta da parte delle gerarchie
ecclesiastiche, una propensione
integralistica, ma non pensavo che sarebbe
diventato un elemento
della battaglia politica dentro
l'Unione".
Nella coalizione di centrosinistra, continua
Bertinotti,
quell'elemento neoconfessionale "è
stato ricondotto ad una
polarità moderata invece di sciogliersi in
un confronto tra
diverse idee, tra Pacs e matrimoni gay
ecc". Per Bertinotti, il
punto è che si dà "una rappresentanza
politica di una potenza
organizzata nella società come quella
Vaticana".
"No ad una opposizione tra partito
laico e partito
confessionale", ribadisce Bertinotti,
ma "bisogna rivalutare il
carattere laico dello stato, una politica
fondata sull'autonomia
della propria cultura e uno stato fondata
sull'autonomia della
propria capacità di decidere".
Mau