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Lunedì 1. dicembre, in occasione della Giornata mondiale per la lotta contro l'AIDS, l'Iniziativa Omosessuale Sudtirolese Centaurus in collaborazione con Pro Positiv e con il Circolo Arcigay del Trentino "8 luglio", invita tutte le persone interessate a partecipare alle seguenti iniziative:

ore 18:30
SANTA MESSA (rito vetero-cattolico)

presso la Chiesa Evangelica, in via Col di Lana 10, a Bolzano, per ricordare le persone che ci hanno lasciato e sentirci vicini a tutti coloro che stanno combattendo per la vita.

ore 20:30
PROIEZIONE DEL FILM "GIORNI" di Laura Muscardin

presso il Filmclub (sala Club3), via Dott. Streiter 8/D, a Bolzano.
Il film sarà preceduto dall’intervento del primario Dott. Mian, che introdurrà l’argomento HIV e AIDS.
Scopo di questa iniziativa è sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione, attualmente unico modo per evitare il contagio. L’AIDS infatti non è affare di poche categorie a rischio, ma può colpire chiunque.

SCHEDA DEL FILM
"GIORNI"

Regia: Laura Muscardin
Interpreti: Thomas Trabacchi, Monica Rametta, Davide Bechini, Riccardo Salerno, Paola Gassman, Riccardo De Filippis
Dati tecnici: 90' - Italia 2001
Premi: Premio Solinas per la sceneggiatura 1997
Trama: Claudio, 35 anni, dirigente di banca, è sieropositivo da dieci anni. Le sue giornate sono scandite dagli orari in cui deve prendere le medicine, dalle visite mensili di controllo, dallo jogging e dalla sua relazione con Dario.
E' un rapporto solido che viene messo in crisi dall’incontro con Andrea, giovane e attraente cameriere.
L’amore incondizionato di Andrea travolge Claudio e la sua abitudinaria esistenza. Claudio è nello stesso tempo attratto e impaurito dalla passione di Andrea nei suoi confronti, da quell’apparente semplicità che lo rende così diverso… In grado di accettarlo anche nella malattia.
Identità gay e sieropositività. Sono temi ancora difficili per il cinema italiano, dall’impronta fortemente maschile ed eterosessuale. "Giorni" li affronta con lo sguardo di una donna, l’esordiente 35enne Laura Muscardin, che sfugge alle trappole dello stereotipo.
Mette in scena la vita quotidiana di Claudio, il protagonista che convive con il virus dell’HIV. Un uomo fin troppo serio ed equilibrato, un punto di riferimento per Dario, il suo compagno, per la madre e per la sorella Laura con cui ha un rapporto stretto, ma non privo di conflitti.
È un personaggio che può risultare antipatico, chiuso com’è in un guscio protettivo che gli impedisce di lasciarsi andare all’intensità della vita.
Nel film, gli omosessuali non sono rappresentati come “checche isteriche” e non ci sono neppure accenti morbosi su scelte sessuali che ancora in troppi si ostinano a giudicare “anormali”. L’Aids non è la “peste gay” di cui molti, in preda al panico morale, vaneggiavano all’inizio degli anni '80. Non è affare di poche categorie a rischio, ma può colpire chiunque.