Siamo più che contenti che i consiglieri comunali
di Trento Lucia Coppola, dei Verdi, Giovanna Giugni, di Italia dei
Valori, Dario Maestranzi, dei Leali, e Francesco Porta, della
Federazione della Sinistra, dietro nostro sollecito, abbiamo
presentato una mozione contro l'omofobia proprio il 27 gennaio,
Giornata della Memoria, in cui ricordiamo anche l'Omocausto,
e ci auguriamo che presto sia messa alla discussione comunale e
all'attenzione della cittadinanza trentina. E siamo
particolarmente soddisfatti dagli impegni fattivi contenuti in essa.
Rimarchiamo la sua importanza perché dopo la
bocciatura da parte della Camera della proposta di Legge Concia
contro l’omofobia dello scorso 13 ottobre, è nata la
"Maratona contro l’omofobia" per sostenere e dare forza
alla proposta legge contro omofobia e transofobia di nuovo in
discussione in Commissione Giustizia dal 10 dicembre 2009. Sono
state promosse ed approvate nei consigli comunali, provinciali e
regionali mozioni contro omofobia e transfobia in tutta Italia, da
Torino a Roma, dai capoluoghi di provincia e dalle piccole città
della Lombardia, dell'Emilia Romagna e della Toscana a quelle della
Calabria ecc. fino ad ora.
Dopo il primo pronunciamento della Camera dei
Deputati della proposta di legge Concia, le persone lesbiche, gay,
transgender, bisessuali, queer, intersessuali e chi in Italia ha
ancora a cuore i valori democratici e costituzionali si attendono
dalla politica segnali chiari ed inequivocabili.
Nella prima fase, conclusasi il 1° dicembre 2009,
è stata lanciata l'iniziativa della maratona, con il proposito di
coinvolgere quanti più territori possibile nell'adozione di mozioni
e ordini del giorno a tesi a contrastare l'omofobia e la transfobia
dal più piccolo comune alla più grande regione d'Italia.
Inizialmente lanciata dal Partito Democratico e da
Sinistra Ecologia Libertà l'iniziativa si rivolge ora anche ad
altre forze politiche per rispondere con un atto di civiltà al
vergognoso episodio che ha macchiato la storia della nostra
Repubblica, quando il 13 ottobre 2009 la Camera dei Deputati ha
sostanzialmente definito incostituzionale il concetto di
"orientamento sessuale", aprendo la strada a uno
smottamento giuridico che rischia di veder messe in discussione
anche le precedenti disposizioni che vi fanno riferimento.
Attraverso la Maratona contro l'omo-transfobia si
chiede a tutti i consiglieri regionali, provinciali, comunali e
municipali dei gruppi di tutte quelle forze che sostengono la
battaglia per il riconoscimento dei diritti per le persone lgbtqi di
appoggiare ed incoraggiare l'azione in corso in parlamento per
sollecitare l'approvazione di una legge contro la omo-transfobia.
Con questo spirito, invitiamo i consiglieri
ed assessori a scaricare e mettere in discussione in tutti i
consigli regionali, provinciali, comunali e municipali la mozione
contro l'omofobia e la transfobia e ad inserire sul sito
maratonaomofobia.it i dati sull'andamento delle proposte che
presentano, consentendo così ai cittadini di dare la loro adesione,
in una vera e propria maratona di civiltà, che speriamo che investa
tutto il Paese, dal più piccolo comune alla regione più grande.
Stefano Cò, presidente del C.P. Arcigay del
Trentino "8 luglio"
FORSE
VI è SFUGGITO IL SERVIZIO SU RAI UNO
VEDILO QUI
GrazieOsvaldo e Guido per le belle parole e per il vostro
contributo all'evento che abbiamo improvvisato,
sperando di poterlo replicare in altri
luoghi e con più attenzione; vi rinnovo gli
auguri, che l'anno prossimo sia un tempo di
sogni, desideri e realizzazione delle nostre lotte e
dell'acquisizione dei nostri diritti, arrivederci al
nuovo anno con tanta gioia e felicità da conquistare
e realizzare... ciao Stefano
Caro Stefano,
nel bel mezzo
della kermesse natalizie fatta di botti, lucci
intermittenti e fiacchi acquisti, ho vissuto
momento prezioso, forse inavvertito dai più, ma
ricco di rara umanità e letizia.
L’
allestimento della piccola esposizione (una
mostra semplice, diremmo fragile nella sua
struttura espositiva, ma essenziale e tenace nel
messaggio) è stata per me un esperienza nuova,
segno di stima e fiducia rivolto agli amici
dell’associazione.
Con alcuni
disegni su cartoncino risalenti al 1986 (vecchi
studi di figure adagiate ad inchiostro blu e
rosso su fondo bianco) riposti su sedie di
metallo ho potuto costruire una installazione
simpatica che ho intitolato..IL CAFFE’ DEI
BUONI AUSPICI.
Solo con una
doppia dozzina di sedie per coppiette
inesistenti (a simulare tanti piccoli
tavolini, sparsi casualmente nella sala), ho
potuto offrire alla vista dei visitatori un
disegno, forse un sogno per troppo tempo
ricchiuso in un cassetto.
Il sogno
che le sedie vuote (per ora in attesa di
qualcuno o qualcuna), possano riempirsi e
allietare i nostri prossimi incontri.
Anche Guido,
fedele alla sua fama di “forestiero galante“
come un artista di strada ha allestito con garbo
il grande tavolo in legno (adibito usualmente
alle riunioni dell'associazione) con i suoi 'oggetti'
colorati di ceramica invetriata e i suoi Menir
portafortuna, decorati in oro, come dono e
auspicio di buona accoglienza.
Due piccoli
omaggi variopinti a tutti coloro che si dedicano
tenacemente al conforto ed all’
incoraggiamento per la difesa dei nostri
diritti, troppo spesso irrisi e disprezzati.
Ti ringraziamo
affettuosamente per l’occasione che ci hai
donato e ti auguro buone feste e felice anno
nuovo.
La camera dei
deputati ha affossato ieri la proposta di legge
presentata da Paola Concia.
Non era una legge dalla portata storica, non
introduceva particolari novità nel panorama
normativo italiano. Era ben lontana da quanto, da
tempo e a gran voce, chiedono le persone LGBT
italiane, ossia l'allargamento della legge
Mancino ai reati contro l'orientamento
sessuale e l'identità di genere.
Il punto è che è stata affossata attraverso
l'approvazione di una eccezione di costituzionalità
proposta dall'Udc che intendeva accreditare che
il termine “orientamento sessuale” non è
presente nel nostro ordinamento giuridico. Si
tratta di una bugia colossale! I termini sono
presenti in leggi e documenti in tutto il mondo, ad
iniziare dall'Unione Europea recepiti dal Parlamento
e tra l’altro votati praticamente all’unanimità,
nei Trattati dell’Unione europea (art. 13 del
Trattato di Amsterdam) e nella Carta di Nizza (art.
21) che vieta la discriminazione fondata altresì
proprio sull’orientamento sessuale. In tal modo il
Parlamento italiano ha rinnegato la sua adesione ai
Trattati europei, andando contro la Costituzione
italiana che li inserisce tra le fonti del diritto
italiano (art. 117, comma 1).
Oggi l’Italia ha dichiarato di fatto la sua non
appartenenza all’Unione Europea e di questo
bisogna chieder conto, ponendo con forza il problema
in sede comunitaria.
Abbiamo assistito ad uno spettacolo vergognoso con
interventi da parte di esponenti dell’UDC che
hanno accostato l’orientamento sessuale a
incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia,
masochismo e così via delirando.
Ancora una volta il Parlamento italiano, eliminando
una bozza di legge già ampiamente mediata e monca,
di cui abbiamo criticato le lacune e le gravi
esclusioni, prima di tutte quella ai danni delle
persone transgender, ha deciso oggi di umiliare
la dignità delle persone omosessuali!
La maggioranza della Camera dei Deputati, affermando
quel principio di incostituzionalità, si è resa
complice dei tanti Svastichella che imperversano nel
Paese!
Questo ulteriore schiaffo ci convince ancor di più
che la nostra battaglia di civiltà è giusta e
indispensabile per cambiare un Paese avvilito da
questa classe politica lontana da ogni volontà di
giustizia.
La comunità lgbt è mobilitata, non
mancheremo di far sentire la nostra voce insieme a
quella dei milioni di italiane e italiani indignati
per il comportamento di questo Parlamento già nella
manifestazione antirazzista di sabato a Roma.
Proprio nello stesso giorno due due ragazzini inermi
venivano aggrediti, insultati e picchiati perché
omosessuali all’uscita dalla scuola da loro
frequentata a Canicattì, in provincia di Agrigento.
Esprimiamo amarezza, rabbia,sdegno e chiediamo con
forza un intervento
immediato delle Istituzioni a tutti i livelli locali
e nazionali.
Denunciamo un clima di crescente e intollerabile
omofobia e transfobia che trova slancio continuo
nella costante negazione dei diritti e di
un’autentica eguaglianza delle persone
omosessuali, lesbiche e transessuali. I due minori
hanno scelto di rivolgersi alle Forze dell’ordine
e di sporgere regolare denuncia.
Ci aspettiamo quindi di riscontrare nelle
Istituzioni della Repubblica altrettanto coraggio!
Stefano Cò, presidente del C.P. Arcigay del
Trentino
Una coppia gay è stata aggredita domenica
pomeriggio in pieno centro e in pieno giorno a Roma. E questo è
successo all'indomani della manifestazione Uguali, un corteo
nazionale contro la discriminazione, che ha portato nelle strade
della Capitale decine migliaia di
persone per rivendicare pari diritti per le lesbiche, i gay e
i/le
trans, e alla vigilia della discussione in Parlamento del
progetto di legge contro l'omofobia. Oltre ad esprimere
''sconcerto e rabbia'' per la nuova aggressione e
la nostra vicinanza e solidarietà ai due aggrediti, a colpirci
è soprattutto
l'età dei giovanissimi aggressori (tutti 16nni), e il fatto che
abbiano urlato
slogan neofascisti prima di scagliarsi contro la coppia gay.
"C'è un
degrado morale di chi commette questi atti di omofobia: è
indegno
commettere
violenza verso una coppia che si ama e si tiene per
mano", dice giustamente Fabrizio Marrazzo, il presidente di
ArciGay Roma.
Le modalità dell'aggressione confermano la necessità di un
piano culturale e formativo contro l'omofobia che parta prima di
tutto
dalle scuole e dall'educazione. E' un invito che a livello
nazionale è stato già rivolto alle Istituzioni preposte e
che ribadiamo di nuovo con forza.
E' sempre più urgente allora che passi una legge
antiomofobia più seria, articolata e decisa possibile al
Parlamento, bisogna che l'attuale proposta minimale sia corretta
con
degli emendamenti che aiutino davvero a lottare
contro queste forme di violenza e aggressioni e
stigmatizzarle in pieno per poter avere effetti pratici.
Stefano Cò, presidente del comitato provinciale dell'Arcigay
del Trentino
«A Trento
abbiamo zone vietate »
L'intervento
Co' dell'Arcigay: «Città tranquilla, ma meglio non girare soli
la notte»
«Trento
è una città tranquilla, ma in alcune zone della città è
meglio che non andiamo soli». Stefano Co', presidente
dell'Arcigay del Trentino, interviene in merito all'aggressione
avvenuta a Roma qualche giorno fa, quando vennero feriti con un
coltello due ragazzi gay che si stavano scambiando effusioni nel
quartiere Eur, all'uscita del Gay Village. «Certo, a Trento si
è parlato di aggressioni solo per un paio di episodi accaduti
qualche anno fa in piazza Venezia. Se da noi ci sono pestaggi,
spesso non vengono denunciati alle forze dell'ordine perché le
vittime preferiscono non dichiararsi gay nel timore che qualcuno
possa venirne al corrente. Io consiglio sempre di presentare
denuncia. Negli ultimi mesi non abbiamo avuto segnalazioni di
episodi violenti in Trentino. Purtroppo non mancano le
discriminazioni - spiega Co' - Per evitare problemi, ad esempio,
è meglio che non passiamo di notte davanti a certi locali.
Consiglio anche di uscire in compagnia e mai soli e di evitare
le zone buie. Purtroppo molti sono i casi di violenze non
fisiche ma verbali: un nostro associato, grande lavoratore in
un'azienda privata, è stato puntato da colleghi maschi che lo
sbeffeggiavano, addirittura mettendogli le buste con le
battutine sul computer. La situazione è andata avanti per mesi.
Per fortuna il titolare della ditta ha capito e lo ha difeso,
mandandolo in un altro reparto». L'Arcigay conta una sessantina
di iscritti nella sede di Trento, ma gli associati di origine
trentina sono 1800. «Molti gay trentini emigrano da altre parti
per motivi di lavoro ma anche per amore. Non ci sono luoghi di
aggregazione o locali in provincia di Trento e così dobbiamo
andare a Bolzano, a Verona e in Lombardia. Molti preferiscono
trasferirsi per farsi una loro vita lontana dai pettegolezzi. Se
a Trento la situazione è tranquilla e si vive bene, mi
preoccupa ciò che può succedere nelle valli, dove ci
potrebbero essere ragazzi gay che subiscono la discriminazione».